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C. 01/01/1990

4.3.1.3. Linee in cavo in condotti interrati (Cavidotti - Modalità O) Nelle aree urbane e/o soggette ad intenso traffico, con il sottosuolo densamente occupato, la necessità di provvedere all'interramento di condutture elettriche comporta oneri sempre maggiori, sia in termini di costi d'impianto, che in termini di vincoli impiantistici e di disturbo del traffico veicolare. La posa di cavidotti interrati, costituiti da polifore conglobate in cassonetti di calcestruzzo aventi funzione di protezione delle tubazioni, congiuntamente all'impiego di pozzetti (prefabbricati e non) con chiusini di ispezione in corrispondenza dei centri luminosi, dei nodi di derivazione o giunzione e dei cambi di direzione, consente di realizzare una rete sotterranea razionale che è possibile destinare anche ad altri usi. Tale realizzazione consente altresì di ridurre gli oneri dovuti alle prescrizioni previste dalla Norma CEI 11-17 relative alla coesistenza di linee in cavo interrato con altre condutture interrate (vedere paragrafo 4.3.1.5), permette successivi potenziamenti, sostituzioni dei cavi elettrici e la riparazione di guasti senza ripetere la rottura del suolo pubblico con conseguenti e notevoli benefici futuri. I cavidotti interrati vanno realizzati come da figura 3. In tale figura la profondità di interramento non è vincolante ma unicamente dettata da considerazioni di ordine pratico. Come già precisato in precedenza si dovranno posare dei pozzetti in corrispondenza dei centri luminosi, dei punti di deviazione e di cambiamento di direzione, che con figura 3 figura 4 oppure con chiusino in cemento interrato sotto la superficie stradale o di calpestio. figura 5 Si adotteranno i primi in corrispondenza di incroci, nodi di derivazione e simili, mentre i secondi si possono adottare in corrispondenza dei singoli centri luminosi. Nella figura 6 è rappresentata l'esecuzione del complesso cavidotto-palo per illuminazione pubblica e linea di alimentazione realizzato secondo i criteri esposti nella presente "Guida". Nell'ipotesi che, per motivi di scelte impiantistiche, venga adottata la giunzione interrata del cavetto di alimentazione del centro luminoso, anziché la morsettiera di connessione e relativa portella di ispezione, il giunto di derivazione, come pure i giunti di linea, dovranno essere collocati nei pozzetti. Il giunto dovrà essere a muffola in resina termoplastica e termoindurente (rigidità dielettrica ò 10 kV/mm) figura 6/bis Nel corso della correzione delle bozze della presente "Guida" il CEI ha pubblicato la Norma 23-29 fascicolo 1260 (decorrenza 1-11-1989) dal titolo "Cavidotti in materiale plastico rigido" che ha lo scopo di "fornire prescrizioni riguardanti la realizzazione di tubi protettivi, denominati cavidotti, destinati alla posa ed alla protezione meccanica dei cavi nella realizzazione di 173 reti di distribuzione, o similari, interrate. Tale Norma si applica a cavidotti protettivi in materiale plastico, e loro accessori, che presentano una configurazione cilindrica liscia raccordata a bicchiere ad una estremità, destinati alla protezione di cavi nelle condutture elettriche interrate. Sono individuati due tipi di cavidotto:

-Cavidotto medio (CM), che deve resistere allo schiacciamento di una forza di 750 N;

- Cavidotto pesante (CP), che deve resistere allo schiacciamento di una forza di 1250 N. Occorre precisare che la Norma attribuisce la definizione di Cavidotto al tubo e non al complesso tubi-cassonetto in c.l.s. descritto in questo paragrafo. Considerando che il sistema di interramento qui descritto (Modalità O) assicura ampiamente la protezione meccanica, si consiglia di utilizzare il tubo tipo CM da conglobare nel cassonetto in calcestruzzo. I tubi per attestare la loro rispondenza alla Norma 23-29 devono portare il Marchio IMQ.

4.3.1.4. Scelta del tracciato Il tracciato della linea in cavo deve essere il più breve, possibilmente rettilineo e parallelo al fronte degli stabili.

4.3.1.5. Posizionamento dei cavi interrati o dei cavidotti Nell'ipotesi che non sussistano particolari condizioni (esempio: coesistenza con altre utenze del sottosuolo) nella scelta del tracciato dovranno essere rispettate, per quanto possibile, le seguenti raccomandazioni:

- posa in prossimità di alberi: la linea in cavo interrato deve essere posata ad una distanza delle piante compatibile con lo sviluppo delle radici e comunque, in mancanza di particolari prescrizioni od accorgimenti, non inferiore a 1,5 m;

- posa lungo le strade: le linee in cavo per illuminazione pubblica in bassa tensione devono essere posate di norma ad una distanza di 0,5 m dal filo della costruzione ed a una distanza del cordolo del marciapiede tale da non comprometterne la stabilità. Quando il marciapiede è troppo stretto per soddisfare le due condizioni, la linea in cavo interrato od il cavidotto vanno posati fuori di esso sulla carreggiata.

4.3.1.6. Coesistenza tra cavi elettrici e altre condutture interrate

a) Parallelismi e incroci tra cavi elettrici appartenenti ad enti diversi. Nei parallelismi i vari cavi possono essere posati alla stessa profondità utilizzando canalizzazioni o tubazioni distinte. Se i cavi sono interrati direttamente, la distanza tra due sistemi non deve essere inferiore a 30 cm. Tale prescrizione è valida anche per gli incroci di cavi aventi uguale o diversa tensione.

b) Incroci tra cavi elettrici e cavi di telecomunicazione - Art. 4.1.01 - Norme CEI 1117

- Fascicolo 558. Il cavo di energia deve, di regola, essere situato inferiormente al cavo di telecomunicazione. La distanza minima fra due cavi non deve essere inferiore a 0,30 m. Il cavo posto superiormente deve essere protetto per una lunghezza non inferiore a 1 m con la canaletta di protezione metallica per cavi sotterranei disposta simmetricamente rispetto dall'altro cavo. Ove, per giustificare esigenze tecniche, non possa essere rispettato il distanziamento minimo di cui sopra, anche sul cavo sottostante deve essere applicata la canaletta di cui sopra, oppure un tubo di acciaio zincato di almeno 1 m di lunghezza. figura 7 Quando almeno uno dei cavi è posto dentro appositi manufatti (tubazioni, cunicoli, ecc.) che proteggono il cavo stesso e ne rendono possibile la posa e la successiva manutenzione senza la necessità di effettuare scavi non è necessario osservare le prescrizioni su elencate.

c) Parallelismi tra cavi di energia e cavi di telecomunicazione art. 4.7.02 - Norma CEI 11-17 - Fascicolo 558. Nei parallelismi con cavi di telecomunicazione, i cavi di energia devono essere posati alla maggior distanza possibile e, se lungo la stessa strada, possibilmente ai lati opposti. Ove per giustificare esigenze tecniche, il criterio di cui sopra non possa essere seguito è ammessa una distanza minima, in proiezione orizzontale, fra i punti più vicini delle guaine dei cavi non inferiore a 0,30 m. figura 9 Le prescrizioni di cui sopra non si applicano:

- quando almeno uno dei due cavi è posato per tutta la tratta interessata in appositi manufatti (tubazioni, cunicoli, ecc.) che proteggano il cavo stesso e ne rendano possibile la posa e la successiva manutenzione senza la necessità di effettuare scavi;

- quando i due cavi sono posati nello stesso manufatto; in tale situazione si devono prendere tutte le possibili precauzioni al fine di evitare che i cavi di energia e i cavi di telecomunicazione possano venire a diretto contatto fra di loro. In particolare:

- nel caso di gallerie la posa dei cavi di telecomunicazione e di energia va fatta su mensole diverse chiaramente individuabili;

-nel caso di cunicoli o di condotti la posa dei cavi di energia e di telecomunicazione va fatta in sedi o fori diversi.

d) Incroci tra cavi di energia e tubazioni metalliche (1) Art. 4.3.01 -Norma CEI 11-17

- Fascicolo 558. L'incrocio tra cavi di energia e tubazioni metalliche interrate (gasdotti, oleodotti, acquedotti, ecc.) non deve effettuarsi sulla proiezione di giunti non saldati delle tubazioni metalliche stesse. Non si devono normalmente avere giunti sul cavo di energia a distanza inferiore a 1 m dal punto di incrocio. La minima distanza fra le generatrici dei cavi di energia e quelle delle tubazioni metalliche non deve essere inferiore a 0,50 m. figura 10 a Tale distanza può essere ridotta ad un minimo di 0,3 m quando una delle due strutture che si incrociano è contenuta in un manufatto di protezione non metallico (ad esempio anche in calcestruzzo armato). Questa condizione è soddisfatta quando si applica al cavo la canaletta di protezione in vetroresina per cavi sotterranei. Il manufatto non metallico deve essere prolungato per almeno 0,3 m per parte rispetto all'ingombro in pianta dell'altra struttura. figura 10 b La distanza sopraindicata può essere ulteriormente ridotta previo accordo fra gli Enti interessati, se il cavo e la tubazione sono entrambi contenuti in manufatti di protezione non metallici. Analoghe misure di protezione devono essere adottate nel caso in cui non sia possibile tenere l'incrocio a distanza uguale o superiore a 1 m da un giunto sul cavo.

4.3.02 - Norma CEI 11-17 - Fascicolo 558. Nei parallelismi i cavi di energia e le tubazioni metalliche devono essere posati alla maggior distanza possibile fra di loro. In nessun tratto la distanza misurata in proiezione orizzontale fra le superfici estreme di essi o di eventuali loro manufatti di protezione deve risultare inferiore a 0,30 m. figura 11 Si può tuttavia derogare dalla prescrizione suddetta previo accordo fra gli esercenti:

- quando la differenza di quota fra le superfici esterne delle strutture interessate è superiore a 0,5 m;

- quando tale differenza è compresa fra 0,30 e 0,50 m, ma si ininterpongono fra le due strutture elementi separatori non metallici, ad esempio applicando al cavo la canaletta di protezione in vetroresina per cavi sotterranei. Non devono mai essere disposti nello stesso manufatto di protezione cavi di energia e tubazioni convoglianti fluidi infiammabili; per le tubazioni per altro uso tale tipo di posa è invece consentito, previo accordo fra gli Enti interessati purché il cavo di energia e le tubazioni non siano posti a diretto contatto fra loro. In tal caso ovviamente non valgono le prescrizioni del precedente capoverso.

f) Serbatoi di liquidi o gas infiammabili - Art. 4.3.03 - Norme CEI 11-17 -Fascicolo 558. E' vietato posare cavi di energia a meno di 1 m di distanza dalle superfici esterne di serbatoi contenenti liquidi o gas infiammabili. figura 12

g) Parallelismi ed incroci tra cavi di energia e metanodotti - Decreto ministeriale del 24-11-1984: "Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione e l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8". La disciplina degli incroci e dei parallelismi dipende dalla "specie" della condotta per il gas, che è a sua volta in relazione con la pressione massima di esercizio (art. 1.3 del D.M.). La specie, che passa da 1 a 7 per pressioni decrescenti, si può ricavare dalla cartografia della società che esercisce l'impianto (Italgas, Snam, ecc.). Notiamo che nei centri abitati si incontrano quasi esclusivamente condotte che presentano una pressione massima di esercizio inferiore od eguale a 5 bar, appartenenti, in base alla classificazione citata, alla 4a, 5a, 6a e 7a specie, tali reti di distribuzione sono oggetto della norma UNI - CIG 9165 (Osserviamo che le condotte aventi pressione massima di esercizio non superiore a 5 bar possono essere realizzate anche in materiale non metallico (polietilene).

1) Parallelismi ed incroci con metanodotti con pressione massima di esercizio superiore a 5 bar (1a, 2a e 3a specie) (art. 2.4.2 punto e del D.M.). Nei casi di percorsi paralleli di tubazioni per gas non drenate e linee in cavo interrato la distanza minima fra le due superfici affacciate non deve essere inferiore alla profondità di posa adottata per la condotta di gas, salvo l'impiego di diaframmi continui di separazione (vedi figura 13). Nel caso di sovra e sottopasso da parte di tubazioni non drenate di gas e cavi elettrici la distanza misurata in senso verticale fra le due superfici affacciate non deve essere inferiore a 1,5 m. Qualora non sia possibile osservare tale distanza, la condotta del gas deve essere collocata entro un tubo di protezione che deve essere prolungato da una parte e dall'altra dell'incrocio per almeno 1 m nei sovrappassi e 3 m nei sottopassi, misurati a partire dalle tangenti verticali alle parti esterne della canalizzazione. In ogni caso deve essere evitato il contatto metallico fra le superfici affacciate.

 

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